Nel primo scaglione di applicazione rientrano i trattori agricoli immatricolati nel triennio 2017–2019, per un totale di circa 60.000 mezzi secondo i dati FederUnacoma. Questo primo blocco rappresenta la fase iniziale della revisione obbligatoria dei trattori agricoli prevista dal decreto ministeriale.
Per questi veicoli, il decreto stabilisce due distinte scadenze operative per la revisione:
entro il 30 giugno 2026 per i trattori immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 gennaio 2019;
entro il 31 dicembre 2027 per i trattori immatricolati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022.
Questo calendario determina un aumento rilevante e concentrato dei volumi di revisione dei trattori agricoli, con un impatto diretto sull’organizzazione dei centri di controllo autorizzati, chiamati a gestire un nuovo flusso di veicoli agricoli in tempi definiti dalla normativa.
Il decreto prevede inoltre che le prove di revisione vengano eseguite utilizzando attrezzature conformi, tra cui il banco prova freni a piastre, requisito essenziale per poter operare nel rispetto delle disposizioni di legge.
Per i centri di controllo privati, ciò significa dotarsi di sistemi idonei a effettuare la revisione dei trattori agricoli senza compromettere l’operatività sulle altre tipologie di veicoli, sia in termini di spazi sia di continuità del servizio.