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Revisione trattori agricoli: la conformità passa dal Banco Prova Freni a Multipiattaforme

Dal 1° febbraio scatta l’obbligo

Dal 1° febbraio entra in vigore l’obbligo di revisione per una parte significativa del parco trattori agricoli circolante. Un passaggio normativo che apre una nuova fase operativa per i centri di controllo e, allo stesso tempo, rappresenta un tema centrale per i rivenditori di attrezzature e soluzioni per la revisione.
Comprendere cosa prevede il decreto e come rispondere in modo corretto è fondamentale per supportare i clienti e guidarli verso scelte tecniche adeguate.

Cosa prevede il decreto sulla revisione dei trattori agricoli

Nel primo scaglione di applicazione rientrano i trattori agricoli immatricolati nel triennio 2017–2019, per un totale di circa 60.000 mezzi secondo i dati FederUnacoma.

Per questi veicoli, il decreto stabilisce due distinte scadenze operative:
-entro il 31 dicembre 2026 per i trattori immatricolati negli anni 2017 e 2018;
-entro il 31 dicembre 2027 per i trattori immatricolati nell’anno 2019.

Questo calendario determina un aumento rilevante e concentrato dei volumi di revisione, con un impatto diretto sull’organizzazione dei centri autorizzati, chiamati a gestire un nuovo flusso di veicoli agricoli in tempi definiti.

Il decreto prevede inoltre che le prove vengano eseguite utilizzando attrezzature conformi, tra cui il banco prova freni a piastre, requisito essenziale per poter operare nel rispetto della normativa.
Per i centri di controllo, ciò significa dotarsi di sistemi idonei a effettuare la revisione dei trattori agricoli senza compromettere l’operatività sulle altre tipologie di veicoli, sia in termini di spazi sia di continuità del servizio.

L’impatto sui centri di controllo

Per i centri di revisione, il decreto non è solo un adempimento normativo, ma una sfida operativa concreta.

I principali aspetti critici sono:
-gestione di nuovi flussi di veicoli agricoli;
-spazi spesso limitati nelle officine;
-necessità di garantire continuità di servizio anche sulle altre tipologie di veicoli.

In questo contesto, soluzioni rigide o dedicate esclusivamente ai trattori agricoli rischiano di rallentare l’operatività o di generare investimenti poco sostenibili.

Perché il banco prova freni multipiattaforma è la scelta corretta

Il Banco Prova Freni a Multipiattaforme consente di rispondere ai requisiti del decreto agricolo utilizzando un’unica infrastruttura per più tipologie di veicoli, inclusi i trattori agricoli.

Per i centri di controllo questo si traduce in:
-conformità normativa;
-ottimizzazione degli spazi;
-maggiore flessibilità operativa;
-possibilità di gestire volumi elevati

Per i rivenditori, il Banco Prova Freni a Multipiattaforme è una soluzione che permette di rispondere alle richieste del decreto in grado di gestire la revisione dei trattori agricoli insieme alle altre tipologie di veicoli.

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